La frequenza cardiaca è il numero di volte in cui il cuore batte in un minuto. Monitorarla è uno dei modi più semplici e immediati per avere un’idea dello stato di salute del nostro sistema cardiovascolare. Ma cosa si intende esattamente per "normale"?
Qual è la frequenza cardiaca a riposo ideale?
Secondo la British Heart Foundation, per la maggior parte degli adulti la frequenza cardiaca a riposo oscilla solitamente tra 60 e 100 battiti al minuto (bpm).
Tuttavia, è importante notare che non esiste un numero "perfetto" universale. Molti fattori possono influenzare il ritmo del tuo cuore:
- Livello di attività fisica: gli atleti o le persone molto allenate possono avere una frequenza a riposo molto bassa, talvolta tra 40 e 60 bpm.
- Età: il battito tende a cambiare con la crescita e l'invecchiamento.
- Stato emotivo: Stress, ansia ed eccitazione aumentano temporaneamente i battiti.
- Farmaci: alcune terapie (come i beta-bloccanti) possono rallentare il cuore.
Come misurare correttamente la frequenza cardiaca
Per ottenere un dato accurato, è fondamentale misurare il battito in una condizione di totale relax.
- Riposa: siediti tranquillamente per almeno 5-10 minuti prima di iniziare.
- Trova il polso: usa l'indice e il medio della mano destra sul polso sinistro (alla base del pollice) o sul lato del collo.
- Conta: conta i battiti per 60 secondi, oppure per 30 secondi e moltiplica il risultato per due.
Quando la frequenza è troppo alta o troppo bassa?
Sebbene l'intervallo 60-100 bpm sia lo standard, esistono due condizioni principali da monitorare:
Tachicardia (Frequenza alta)
Si parla di tachicardia quando la frequenza a riposo supera costantemente i 100 bpm. Può essere causata da febbre, anemia, problemi alla tiroide o eccesso di caffeina.
Bradicardia (Frequenza bassa)
Se il cuore batte sotto i 60 bpm, si parla di bradicardia. Se sei un atleta, è spesso un segno di ottima salute cardiovascolare. Tuttavia, se non sei allenato e avverti stanchezza o vertigini, è opportuno consultare un medico.