In Italia l’istruzione parentale, spesso chiamata anche homeschooling, è una possibilità prevista dalla legge, ma è molto diversa dal modello statunitense con cui spesso viene comparata. È un percorso regolato, che richiede impegno costante da parte della famiglia e un rapporto continuo con la scuola pubblica. Ecco come funziona davvero l'istruzione parentale in Italia.
Che cos’è l’istruzione parentale
L’istruzione parentale permette ai genitori (o a chi esercita la responsabilità genitoriale) di occuparsi personalmente dell’educazione dei figli, senza iscriverli a una scuola. Non si tratta però di un sistema completamente autonomo: lo Stato mantiene un ruolo di controllo attraverso verifiche e obblighi annuali.
Chi segue l’homeschooling può inserirsi in qualsiasi momento nella scuola tradizionale, previo esame di idoneità. Per quanto riguarda il diploma:
- per la terza media si sostiene l’esame da privatisti;
- per la maturità si sostiene l’Esame di Stato come candidato esterno.
Chi può richiederla
Tutti i genitori possono avviare l’istruzione parentale, purché siano in grado di garantire ai figli un percorso formativo adeguato. Non è necessario avere titoli di studio particolari, ma serve dimostrare di possedere “mezzi tecnici ed economici” sufficienti per seguire seriamente il percorso educativo. Molte famiglie scelgono di affiancare tutor, docenti privati o piattaforme online, soprattutto per le materie più tecniche. Non è però obbligatorio: la responsabilità resta sempre in capo ai genitori.
Si può attivare attraverso una comunicazione formale al dirigente scolastico del territorio di residenza. Questa dichiarazione va presentata ogni anno, indipendentemente dal fatto che l’istruzione parentale sia già in corso.
Le verifiche annuali
L’istruzione parentale non elimina l’obbligo scolastico. I bambini e i ragazzi devono sostenere ogni anno un esame di idoneità presso una scuola statale o paritaria. L’esame serve a verificare che gli studenti in homeschooling abbiano raggiunto le competenze previste dal programma ministeriale. Il mancato sostenimento o superamento dell’esame può comportare il ritorno obbligatorio alla scuola tradizionale.
I genitori sono liberi di scegliere metodi didattici, materiali, orari e attività. Tuttavia, gli obiettivi di apprendimento devono essere in linea con le Indicazioni Nazionali del Ministero dell’Istruzione.
Per chi è adatto
L’istruzione parentale può funzionare bene per:
- famiglie che hanno tempo da dedicare all’insegnamento;
- bambini con situazioni particolari;
- ragazzi che seguono percorsi sportivi o artistici intensivi;
- genitori motivati a costruire un progetto educativo strutturato.
Non è invece una scorciatoia per evitare la scuola: richiede costanza, preparazione e responsabilità.