L'estate è la stagione delle giornate all'aria aperta, dei picnic, delle vacanze, dei gelati mangiati passeggiando e delle cene in terrazza. È anche, però, uno dei periodi dell'anno in cui produciamo più rifiuti senza quasi rendercene conto. Abbiamo voluto fare una prova, per ridurre i rifiuti estivi e ci siamo dati una settimana di tempo.
Bottiglie d'acqua, confezioni monoporzione, piatti usa e getta, creme solari terminate, imballaggi per il cibo da asporto: basta una settimana di caldo per riempire il bidone molto più del solito. Per questo motivo abbiamo deciso di metterci alla prova. Per sette giorni abbiamo cercato di ridurre il più possibile i rifiuti estivi senza stravolgere la nostra routine, adottando piccoli cambiamenti concreti per capire quanto fosse davvero complicato vivere in modo più sostenibile.
Il risultato? Alcune abitudini green sono state sorprendentemente facili da adottare, mentre altre ci hanno fatto capire quanto il monouso sia ancora profondamente presente nella vita quotidiana.
Perché in estate produciamo più rifiuti?
Durante la bella stagione trascorriamo più tempo fuori casa e tendiamo a cercare soluzioni pratiche e veloci.Tra le principali fonti di rifiuti troviamo:
- bottiglie di plastica;
- bicchieri e stoviglie monouso;
- confezioni per snack e gelati;
- contenitori per il take away;
- salviette umidificate;
- flaconi di creme solari.
Molti di questi rifiuti vengono prodotti quasi automaticamente, senza che ce ne accorgiamo.

Le regole della nostra settimana "low waste"
Prima di iniziare abbiamo stabilito alcune semplici regole, realistiche e facilmente replicabili.
- La borraccia è diventata la protagonista della settimana. Riempirla prima di uscire ci ha permesso di evitare l'acquisto di numerose bottiglie di plastica.
- Anche la shopper riutilizzabile è stata fondamentale per gli acquisti dell'ultimo minuto.
- Abbiamo evitato, quando possibile posate di plastica, bicchieri usa e getta, cannucce, tovaglioli confezionati singolarmente.
- Frutta, verdura e pane sono stati acquistati senza utilizzare sacchetti inutili, scegliendo prodotti sfusi ogni volta che era possibile.
Le difficoltà che non ci aspettavamo
Pensavamo che la parte più complicata sarebbe stata ricordarsi di portare la borraccia. Le vere difficoltà sono arrivate in situazioni molto comuni. Ad esempio ordinando il cibo da asporto: ci siano resi conto di una quantità sorprendente di imballaggi che accompagnava i nostri pasti, tra contenitori, sacchetti, posate, bustine di salsa, tovaglioli.
E cosa dire dei gelati? Un semplice gelato confezionato genera immediatamente un involucro destinato al cestino. Quando possibile abbiamo preferito il cono rispetto alla coppetta, riducendo almeno un contenitore.
Le decisioni prese all'ultimo minuto sono quelle che ci hanno messo maggiormente alla prova. Se si esce senza borraccia o senza shopper, è molto facile acquistare prodotti usa e getta, come bottiglie di plastica per l'acqua o sacchetti per la spesa.
Cosa ha funzionato nella nostra settimana di prova
Alcune abitudini hanno richiesto pochissimo impegno ma hanno avuto un impatto evidente. Come ad esempio preparare tutto prima di uscire, tenendo ad esempio borraccia, shopper e contenitore riutilizzabile vicino alla porta di casa, o pianificare gli spuntini, portando sempre con noi frutta o snack preparati a casa così da ridurre gli acquisti impulsivi di prodotti confezionati.
Siamo tornati a bere l'acqua dalle fontanelle, nelle città dove sono presenti, ovviamente, ma abbiamo anche iniziato a fare acquisti più consapevoli, tenendo conto non solo del prezzo di acquisto o della qualità del prodotto, ma anche del suo packaging.

Cosa abbiamo imparato
Dopo questa esperienza abbiamo capito una cosa: cercare di eliminare completamente i rifiuti è difficile, soprattutto durante l'estate. È molto più efficace concentrarsi sui cambiamenti che possono diventare abitudini permanenti.
Si tratta di piccoli gesti che, sommati giorno dopo giorno, fanno davvero la differenza. Del resto il nostro impatto ambientale dipende proprio dalla ripetizione di comportamenti virtuosi. Questo significa che per raggiungere l'obiettivo "zero waste" dobbiamo compiere ogni giorno piccoli passi nella direazione giusta.
Il bilancio dopo sette giorni è stato positivo: alla fine della settimana il sacco dell'indifferenziato era visibilmente meno pieno rispetto al solito. Non abbiamo eliminato tutti i rifiuti, e non era questo l'obiettivo. Abbiamo però preso maggiore consapevolezza di quanto molte confezioni vengano accumulate quasi senza accorgercene.